Ancora una volta Massimiliano Gatti, giovane fotografo di talento nato a Pavia solo 35 anni fa ma con già una solida reputazione conseguita a livello internazionale, si è affidato alla squadra di Spazio81 per la stampa e il montaggio della sua nuova mostra. Le suggestive immagini che costituiscono l'affascinante percorso della personale di Gatti dal titolo "Hanno memoria le querce" sono infatti state stampate su carta opaca e montate su kapaplast da 10 millimetri nell'atelier di via Zumbini in diversi formati che vanno da 30 per 40cm alle imponenti opere 96 x 120.

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La mostra, che sarà inaugurata venerdì 19 gennaio 2018 alle ore 18 presso BI-BOx Art Space di Biella in collaborazione con l'Istituto storico della Resistenza, è un  progetto artistico che si articola in una serie di fotografie e un video. Il titolo è mutuato da un verso di una poesia di Luciano Gherardi che suggerisce l'immagine delle querce come ultime portatrici della memoria degli eventi. Le fotografie sono dell'artista pavese Massimiliano Gatti, mentre il video è a cura di Massimo Leonardi. Massimiliano Gatti propone due gruppi di lavori sul tema della Resistenza, per i quali ha usato la fotografia, il suo linguaggio abituale e il video.

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È difficile affrontare certi temi senza scadere nella retorica, ma Gatti è perfettamente riuscito nell'impresa: registrare oggettivamente dei fatti, dei luoghi, delle persone, che hanno preso parte a quel particolare momento storicamente situato dal 1943 al 1945. Il primo lavoro è costituito da una serie d’immagini dell’interno della zona sotterranea di Villa Schneider a Biella. A uno sguardo inconsapevole potrebbero apparire delle riprese, ben illuminate, di muri grigi di una zona non abitata di un edificio. In realtà quei muri appartengono a una Villa Triste, una delle poche ancora presenti in Italia, oggi diventata spazio della memoria. La palazzina, in stile Liberty, fu requisita durante gli anni della Repubblica di Salò dalle forze nazi-fasciste per essere trasformata in quartier generale del comando di Polizia Militare e per divenire luogo di torture e interrogatori.

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Scrive Massimilano Gatti: «Nel mio progetto fotografico ho cercato di destrutturare concettualmente questo luogo coercitivo, astraendo le forme architettoniche, da un punto di vista estetico. Le pareti diventano diafane tracce, si aprono, ad una luce accecante, come spazi leggeri ed aerei, leggeri come il soffio della memoria, una memoria di fatti che ancora oggi sono attuali. Perché chi è stato in quelle cantine, ha combattuto e sofferto affinché una casa rimanesse una casa».

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L’altro progetto di Gatti in mostra è  composto dalle foto degli oggetti, le immagini della natura, dei luoghi, le zone dell'Appenino Emiliano intorno a Sette Sorelle, nei pressi di Castell'Arquato, dove si era costituita una tra le prime brigate partigiane dopo l’8 settembre 1943, una formazione guidata dallo Slavo. 
"Hanno memoria le querce"...Perchè la scelta di un titolo così particolare per affrontare un tema ancora tanto vicino alla nostra sensibilità anche se non più vicino dal punto di vista temporale?  Le querce sono alberi assai longevi e quelle che crescono  nei boschi della Val d’Arda sono state testimoni di quegli eventi crudeli. Inoltre, la quercia rappresenta la forza, quella delle persone, dei testimoni che raccontano la storia collettiva che si intreccia alle storie personali di una generazione alla quale è stato chiesto troppo.
Le fotografie realizzate da Massimiliano Gatti sono state autorizzate dalla Amministrazione comunale nel 2013 e fanno parte di un più ampio progetto di mappatura delle “ville tristi” del Nord Italia.
La mostra sarà visitabile presso Bi-BOx Art Space fino al prossimo 11 marzo 2018.

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