Fino al 12 dicembre i nudi di "Shapes of freedom", la personale di Livio Moiana, si possono ammirare in via Tortona 28 presso "Olivia gustosa", un locale dove si nutrono contemporaneamente il corpo e l'anima. 
Il 16 e il 17, invece, le sue fotografie in bianco e nero stampate nel laboratorio di Spazio81su carta matte satinata si trasferiranno in Via Amerigo Vespucci 12  presso "Natked", un centro dove si insegna alla gente a stare bene attraverso il movimento.
La nudità fa rima con libertà: privati della schiavitù degli abiti, gli uomini e le donne ritrovano la loro più vera essenza, sentendosi tutt'uno con la natura. Livio Moiana, fotografo pubblicitario e ritrattista di grande talento, nonché affezionato cliente di Spazio81, è andato però oltre questo cliché: per lui, fotografare il corpo nudo significa compiere un viaggio nelle emozioni più profonde che nascono non già dalla vista della figura umana svestita, quanto piuttosto dalle forme sorprendenti che i corpi intrecciati possono assumere. Nell'ultimo decennio  si è dedicato a questa ricerca con entusiasmo, approfondendone le tematiche e accettando sfide sempre più grandi.

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«Fotografo gente nuda, ma nei miei scatti non c'è voyerismo, né sensualità», spiega. «Quello che cerco è la bellezza che nasce dalla complessità delle forme, le emozioni che scatenano in chi le guarda, diverse per ognuno, e che nulla hanno a che vedere con l'energia sessuale. Ho cominciato fotografando solo donne, poi ho introdotto anche le figure maschili, all'inizio usavo solo due soggetti, ora sono arrivato a tre e a quattro, meravigliandomi per primo della complessità degli intrecci che i corpi riescono a creare, sbocciando come fiori esotici davanti al mio obiettivo».
All'inizio si serviva solo di modelli e modelle, poi ha deciso che voleva liberarsi anche di un'altra schiavitù oltre a quella dei vestiti: «La nostra società è schiava della bellezza, della bellezza stereotipata, senza sbavature, che risponde a canoni ristretti e...tremendamente noiosi!», afferma. «Ma la bellezza vera non è quella che nasce dalla perfezione delle forme, dall'assenza di difetti. La bellezza è altro, è intensità, è luce e ombra, ed è quel genere di bellezza che vado ricercando adesso».
"Shapes of freedom" sono scatti in bianco e nero con un must: di quei corpi esibiti si vede tutto tranne il volto.
«È una scelta precisa la mia: se le figure sono senza volto, senza identità, si è più liberi di guardare oltre, di identificarsi coi soggetti o di guardarli non come persone ma come pure forme. Anche il bianco e nero nasce da un'esigenza precisa: le foto a colori sono troppo realistiche, bloccano l'immaginazione e io voglio che chi guarda le mie foto sia svincolato dal qui e ora, viaggi con la fantasia, che sia di quegli scatti anche un po' creatore, insieme a me».

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